Quando cercare, e quando invece no
Tre situazioni per parte. Se non ti riconosci in nessuna delle prime tre, la ricerca attiva probabilmente non è il tuo problema.
Conviene cercare quando…
L’annuncio è aperto da tre settimane e le candidature valide sono zero
Non è un problema di canale: è che le persone giuste non stanno cercando. Se non cercano, l’unico modo di parlarci è andarle a prendere.
Il ruolo richiede un’abilitazione rara
Chi ha un patentino specifico o un’iscrizione a un albo di solito è già occupato. Non legge annunci perché non sta cercando, ma risponde a un messaggio diretto se la proposta è concreta.
La posizione è in un territorio con pochi candidati
Fuori dalle grandi città il bacino che risponde a un annuncio può essere di poche persone. La ricerca allarga il raggio a chi si sposterebbe, che negli annunci non compare mai.
Non conviene quando…
La posizione riceve già molte candidature
Se ne arrivano quaranta e il problema è leggerle, cercarne altre peggiora la situazione. Serve un modo di ordinare, non altre persone.
È un ruolo di ingresso o molto comune
Su un addetto vendite o un magazziniere l’annuncio funziona: la ricerca attiva costa ore e porta persone che avresti ricevuto comunque.
Non c’è nessuno che possa scrivere i messaggi
Un messaggio diretto generico ha un tasso di risposta prossimo allo zero e brucia il contatto. Se non c’è chi lo personalizza, la banca dati resta un abbonamento che non si usa.
La domanda da fare a qualsiasi fornitore
Su quale consenso si fonda questo elenco? È l’unica domanda che separa una banca dati utilizzabile da un rischio. Se i profili sono stati raccolti altrove e riusati per contatti commerciali, il trattamento non ha una base giuridica ai sensi del GDPR, e il problema diventa di chi contatta — non solo di chi ha costruito l’elenco.
Il nostro bacino contiene solo profili che hanno dato consenso esplicito a essere visibili alle aziende, e la visibilità si può revocare in qualsiasi momento. È il motivo per cui è più piccolo di altri, ed è anche il motivo per cui si può usare senza domande.
Quanto costa da noi
L’accesso illimitato al bacino candidati costa 35 € al mesee si aggiunge al piano azienda, anch’esso da 35 € al mese. Il piano azienda ha 14 giorni di prova senza carta. Il listino completo è su /prezzi.
Se decidi di scrivere, come si scrive
Un messaggio diretto generico ha un tasso di risposta prossimo allo zero e brucia il contatto per sempre: quella persona non risponderà nemmeno la volta dopo. Le tre cose che fanno la differenza sono banali e quasi nessuno le fa.
- Dire perché proprio a lei: il requisito specifico del suo profilo che ti serve, nominato.
- Mettere la retribuzione nel primo messaggio. Chi è già occupato non fa tre scambi per scoprire che non conviene.
- Dire quanto dura il processo e con chi parlerà. È l’informazione che manca sempre ed è quella che fa rispondere.
Domande frequenti
Che cos’è un database di curriculum per le aziende?
È un archivio consultabile di profili di persone in cerca di lavoro, in cui un’azienda può cercare per ruolo, competenza, zona o disponibilità e contattare direttamente chi corrisponde. Si differenzia da un portale di annunci perché il movimento è invertito: non si aspetta la candidatura, si va a cercare la persona.
È legale contattare un candidato che non si è candidato alla mia posizione?
Dipende da come si è ottenuto il contatto. Se la persona ha dato un consenso esplicito a essere contattata dalle aziende per opportunità di lavoro, sì, ed è la base su cui funzionano le banche dati regolari. Raccogliere curriculum da altre fonti e usarli per contatti commerciali senza quel consenso è un trattamento senza base giuridica ai sensi del GDPR. La domanda pratica da fare a qualsiasi fornitore è: su quale consenso si fonda questo elenco.
Quanto costa accedere a una banca dati di curriculum in Italia?
Di norma è un modulo aggiuntivo di un piano di selezione, con prezzo mensile e talvolta un limite al numero di profili sbloccabili. Su CVMatch l’accesso illimitato al bacino candidati costa 35 € al mese e si aggiunge al piano azienda da 35 € al mese; il bacino contiene solo profili che hanno dato consenso esplicito a essere visibili alle aziende.
Meglio pubblicare un annuncio o cercare direttamente i candidati?
L’annuncio per primo, quasi sempre: costa meno tempo e su gran parte dei ruoli basta. La ricerca diretta si giustifica quando l’annuncio ha già dimostrato di non funzionare per quella posizione — tre settimane senza candidature valide sono il segnale — oppure quando il ruolo richiede un’abilitazione rara. Fare entrambe le cose contemporaneamente su un ruolo comune raddoppia il lavoro senza raddoppiare il risultato.
Le altre domande di chi assume
- Dove pubblicare un annuncio di lavoro — da provare prima della ricerca attiva.
- Software di selezione del personale — se il problema è leggere le candidature, non trovarle.
Prima l’annuncio, poi semmai la ricerca
Quattordici giorni di prova, senza carta. Se l’annuncio con i requisiti scritti porta candidature valide, la banca dati non ti serve — e te lo diciamo noi.